Approvata la nuova modulistica edilizia per l’applicazione del Decreto Salva Casa

Cosa prevede e a cosa serve la nuova modulistica unificata
La Conferenza Unificata ha dato il via libera alla nuova modulistica edilizia necessaria per l’attuazione del decreto Salva Casa (D.L. 69/2024). Si tratta di un passaggio chiave per rendere effettive le semplificazioni previste dalla norma, che mira a regolarizzare difformità edilizie minori e ad agevolare interventi su immobili esistenti, spesso bloccati da rigidità normative o da difetti formali risalenti nel tempo.
I nuovi modelli – aggiornati per la Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata (CILA), per la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA), per il Permesso di Costruire e per la SCIA alternativa al PdC – introducono specifici riferimenti alle nuove ipotesi di intervento sanabili previste dal decreto.
Nel dettaglio, i modelli sono stati revisionati per recepire le semplificazioni in materia di tolleranze costruttive, mutamenti di destinazione d’uso e interventi su elementi secondari degli edifici, come definito dal decreto Salva Casa.
La prime dichiarazioni
“Un traguardo importante che mette in pratica le semplificazioni previste dalla legge con un notevole risparmio di tempo per gli utenti” – ha dichiarato il ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, commentando il risultato ottenuto. Secondo il titolare della PA, il nuovo schema di modulistica rappresenta uno standard minimo uniforme su tutto il territorio nazionale, destinato a ridurre la frammentazione amministrativa e a garantire parità di trattamento per cittadini e professionisti.
“Dopo l’emanazione da parte del Ministero guidato da Matteo Salvini delle linee di indirizzo e i criteri interpretativi, l’accordo sulla modulistica costituisce un ulteriore ausilio alle regioni ed ai comuni per la messa a terra delle ultime modifiche introdotte al Testo Unico dell’Edilizia”, ha fatto sapere il Mit, confermando l’importanza dello strumento approvato per rendere realmente operativa la riforma.
Alcuni nodi da sciogliere
Nonostante il clima di soddisfazione istituzionale, permangono dubbi tra gli operatori del settore. La modulistica unificata, seppur necessaria, arriva con mesi di ritardo rispetto alla pubblicazione del decreto, bloccando de facto l’avvio di molte pratiche edilizie.
Come segnalato da diversi addetti ai lavori, la mancanza di strumenti operativi aggiornati ha costretto tecnici e Comuni ad attendere chiarimenti per mesi, vanificando – almeno temporaneamente – l’efficacia della misura.
Altro punto critico è rappresentato dalla necessità di formazione tecnica e giuridica per professionisti e funzionari pubblici. Senza un’adeguata campagna informativa e senza strumenti di supporto (circolari esplicative, FAQ ministeriali, linee guida operative), il rischio concreto è che le semplificazioni si trasformino in nuove incertezze applicative.
In assenza di una cabina di regia nazionale per monitorare l’attuazione uniforme della riforma, le difformità interpretative tra Comuni rischiano di accentuarsi, minando gli obiettivi di certezza del diritto e di riduzione dei tempi procedimentali.
In definitiva, se da un lato l’approvazione della nuova modulistica segna un passaggio cruciale per la piena attuazione del Decreto Salva Casa, dall’altro lato la vera sfida comincia ora.